POLITICA ISTERICA

Durante i salotti televisivi, nei dibattiti pubblici, dove i politici si devono confrontare con gli elettori, per non parlare durante le sedute del parlamento o dei consigli regionali o comunali, molto spesso assistiamo a confronti che non sono solo animati ma assumono toni arroganti e spesso, i protagonisti, dimostrano veri e propri attacchi isterici. I nostri amministratori, che dovrebbero essere servitori della comunità, sembrano non accettare il confronto democratico, di cui dovrebbero essere depositari, le critiche e le argomentazioni che gli avversari, o tanto peggio i cittadini che sono poi gli elettori, sollevano.

Molto spesso questi atteggiamenti aggressivi, nei migliori dei casi stizziti, poco rispettosi di chi li riceve, vengono presi per arroganti o figli di una cultura da “ducetti” spesso di provincia che, pur lasciando perplesse le platee, danno adito a commenti irrisori che poi finiscono con un sorriso ironico. In molti casi l’arroganza di certi personaggi ben rappresenta le situazioni, ma io credo che molto spesso mascheri lo stress che, chi è sotto ai riflettori della politica, vive. Alcuni si sono improvvisati in un ruolo così delicato senza sapere a cosa andassero incontro. Altri invece, magari, pensavano che una volta eletti avrebbero potuto fare come volevano senza dover rendere conto agli avversari politici e, tanto meno, alla comunità che rappresentano.

“…basta faccio come mi pare …” o “… io solo so qual è il bene per la comunità …” o riferito a chi li critica “… siete in cattiva fede, … volete solo attaccarmi senza motivo”. Queste ed altre sono frasi ricorrenti e vengono, spesso, rafforzate con l’interruzione dei dibattiti, lo strappare il microfono a chi in quel momento sta sollevando una critica, o bannando chi muove dissenso, magari con educazione e garbo, senza offendere, dai siti istituzionali che dovrebbero essere utilizzabili da tutti.

Questi comportamenti nascondono vere e proprie fughe da una realtà che i “politicanti inadatti” come loro non sanno affrontare. Si sentono frustati e a disagio, sviluppano sintomi nevrotici come gli attacchi isterici o veri e propri deliri di onnipotenza. Per questo pensano che chi li avversa compie dei veri e propri reati di “lesa maestà”.

Molti di questi politici “improvvisati”, per poter essere eletti, hanno fatto promesse a rappresentanti dei vari potentati con favoritismi di vario tipo. Hanno promesso opere pubbliche che, invece di fare l’interesse di tutta la comunità, lo fanno solo al “faccendiere” di turno. Insomma, hanno metaforicamente firmato delle “cambiali elettorali” che, a causa del dissenso che incontrano, rischiano di non poter pagare.

In realtà avrebbero voluto farle pagare a quella comunità che ritengono impunemente al loro servizio, mentre dovrebbero essere loro i servitori dei cittadini. Non poter realizzare i progetti personali passati e futuri è altro motivo di disagio e quindi di stress e, in alcuni casi, addirittura di nevrosi più o meno gravi.

Anche recentemente vi sono stati politici che sono caduti in psicopatologie importanti. Penso che forse fossero preesistenti alla loro storia politica e che venissero mascherate dalla loro “mania di protagonismo”. Certo è che più proseguono il percorso politico e più gli scompensi si aggravano. Sarebbe utile convincerli a ritirarsi dai ruoli che hanno, per la loro stessa salute e per non farli essere strumento di interessi egoistici e lesivi dei soliti potentati, a loro danno. Inoltre sarebbe per loro utile non presentarsi ad altre consultazioni per non aggravare le loro nevrosi e per non farli degradare sempre di più.

Evitiamo a questi soggetti di rendersi ridicoli e di ledere quell’immagine a cui loro , anche se molto spesso patologicamente, tengono molto.

La salute conta più della politica.

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