COMMENTO AL PROPOSITO DELLE ULTIME DUE SENTENZE EMESSE DAL COMMISSARIO DEGLI USI CIVICI DEL LAZIO , UMBRIA E TOSCANA, GIUDICE ANTONIO PERINELLI IL 14 LUGLIO 2025.

CIPIT – SERAVEZZA Comitato Indipendente per la Trasparenza, l’Informazione e la Partecipazione. Il Presidente Rosario Brillante

Seravezza_ La vicenda degli Usi Civici della Montagna di Seravezza è al centro di una molteplice attenzione da parte di cittadini, associazioni civiche, ecologiste e, ovviamente, dei partiti politici. Un rinnovato interesse che trova motivazione nel profondo sconcerto ed anche dissenso prodotto dalla decisione della Giunta Alessandrini e della sua maggioranza di accettare la proposta della Soc. Henraux Spa di Querceta di chiudere il contenzioso sulle terre “ occupate senza titolo alcuno dal privato”(che sono loro) con un accordo che prevede la rinuncia da parte del Comune, di vasti appezzamenti di terre. Si tratta di ben oltre 7.000.000 di mq di territorio calcolati quale risultanza dell’incrocio di diverse sentenze.

Il giudice agli Usi Civici Catalani dopo anni di lotte giudiziarie e falliti tentativi di conciliazione (il penultimo respinto dai cittadini con il proprio voto nel 2018) aveva intimato all’azienda di restituire alla collettività le terre non sue. Il Sindaco Alessandrini e l’assessore alle cave Silicani accettarono lo scambio proposto dall’azienda. Un scambio consistente principalmente in danaro: con la modica cifra di € 1.000.000 erogati in 10 anni e di qualche altra concessione di modesta entità Henraux spa diverrebbe quindi sulla base di questo accordo proprietaria effettiva dei vasti giacimenti marmiferi che sfrutta da tempo. L’attività estrattiva dell’Henraux spa si svolge da tempo anche grazie al conforto di cospicui finanziamenti pubblici: per la realizzazione della strada che porta alle Cervaiole, per macchinari, per cassa integrazione e prepensionamenti dei dipendenti e, di recente, di ben € 1.200.000 per “sperimentare” gli scavi in galleria.

Quasi come se su questo non ci fosse già vasta esperienza a Carrara e pure sul nostro Monte Corchia.

Questo accordo è stato proposto dall’azienda interessata in un momento dove la posizione del Comune rispetto a quella dell’impresa è decisamente più sfavorevole per loro e più favorevole per il Municipio. E’ stata pensata di fatto allo scopo di evitare che alla fine siano i giudici a decidere sul ricorso presentato dall’azienda di Querceta: decisione che Henraux Spa ha motivi di temere. Se andasse in porto l’accordo con questo si chiuderebbe il contenzioso riaperto presso la Corte d’Appello di Roma da ricorso alla sentenza sfavorevole presentato da Henraux Spa e comporterebbe il definitivo passaggio, di queste terre al patrimonio della citata società per azioni (che in quanto tale ha cambiato nei decenni più volte proprietà).

Se ne deduce che in futuro chiunque compri le azioni dell’Henraux Spa diverrà proprietario delle nostre montagne.

Un accordo era già stato tentato in passato, tra l’altro in un momento molto più sfavorevole dal punto di vista giudiziario per il Comune, ma fu ugualmente respinto (e meno male!) con il voto popolare.

Questo è il nocciolo della vicenda.

Detto questo e prima di passare all’illustrazione delle sentenze del 14 aprile che hanno visto il Commissario agli Usi Civici esprimersi su una serie di richieste avanzate in due distinti procedimenti da alcuni cittadini impegnati a difendere i diritti collettivi di quella comunità, facenti parte dell’associazione “Comunità Civica della Cappella” e residenti nei paesi della Montagna di Seravezza, è necessario richiamare alcuni antefatti. E’ accaduto che questi procedimenti, una volta avviati presso il Commissario agli Usi Civici, hanno visto calare l’interesse di alcuni dei proponenti iniziali.Questo gruppo, guidato da Rossanna Giannini, persona da sempre impegnata sugli usi civici, si era convinto, a causa della resistenza del Comune, e del Presidente della Regione Eugenio Giani (che ha sempre spinto per l’approvazione dell’accordo con l’Henraux Spa), che non valesse più la pena chiedere l’elezione dell’Asbuc.

E infatti decisero di costituire, in Roma il 29.07.2024, una propria associazione denominata “ Dominio Collettivo per la tutela delle comunità montane del Comune di Seravezza”, facendo riferimento alla possibilità di istituzione di questi enti esponenziali previsti dalla legge 168/2017. In conseguenza a ciò l’attività dell’Associazione “Comunità della Cappella”, che aveva pure raccolto fondi per la difesa dell’Asbuc della Montagna, da allora è praticamente cessata. Di fronte a questa scelta unilaterale la parte di cittadini che non era stata neppure informata della decisione di costituire il supposto Dominio Collettivo, decise, siamo all’estate del 2014, di continuare nello svolgimento dell’azione giudiziaria aperta. Una decisione impegnativa che ha comportato la realizzazione di una vasta documentazione e di esame di quella presentata in opposizione dalle parti chiamate in causa: la procedura necessaria ad offrire un quadro al Giudice che avrebbe dovuto decidere nel merito ai due procedimenti è infatti molto complessa.

Allo scopo di essere sostenuti in questo impegno fondarono a novembre 2024 il Commissione Temporanea e Civica per l’elezione dell’Asbuc della Montagna di Seravezza (Cotec-Asbuc): continuando a ritenere che siccome l’ultima parola sulla vicenda “fare la pace con l’Henraux Spa dandogli le terre che pretende”, dovesse spettare ai cittadini della Montagna Seravezzina e non al Sindaco pro-tempore Alessandrini. Ma per chiamare le persone a decidere c’era il passaggio obbligato di arrivare prima all’elezione dei dimissionari organi amministrativi dell’Ente Esponenziale denominato Asbuc. Istituito e mai disciolto per Decreto Regionale e al quale, tra l’altro, furono già assegnante terre civiche in passato per decisione sempre della Regione.

Questa cosa (dare parola con il voto ai cittadini residenti) era ed è molto temuta dal Sindaco Alessandrini.

Gli abitanti della Montagna infatti, contrariamente alle aspettative del primo cittadino, non avevano certo esultato alle proposte presentate dal Sindaco nelle riunioni paesane da questi convocate a porte chiuse. Ed ecco quindi che, con l’appoggio sempre del Presidente della Regione Giani, per evitare che i cittadini potessero esprimersi e decidere come è loro diritto ha fatto, fecero (metaforicamente? a quanto pare dalle sentenze e come vedremo primo non proprio solo metaforicamente) “carte false” pur di evitare le elezioni. Alla legittima richiesta di eleggere gli organismi dell’esistente ASBUC (condizione indispensabile per chiamare al voto i cittadini dei paesi montani sull’accettazione dell’accordo proposto dall’Henraux spa) Il Sindaco ha risposto commissionando una Perizia all’ Agronomo Dott. Monaci ( al costo di € 5.836,48 ) per verificare se le terre fossero storicamente attribuibili agli abitanti della Montagna oppure a tutti gli abitanti di Seravezza.

Richiesta non avanzata a caso: visto che nel caso in cui pure gli abitanti della pianura, da Seravezza a Ripa , da Ripa a Pozzi e fino a Querceta fossero andati nei secoli passati a pascolare pecore, a fare legna o coltivare orti sulle nostre montagne allora la legge avrebbe attribuito a lui, in qualità di Sindaco, i poteri di gestione delle terre (e quindi anche di accettare le richieste dell’Henraux Spa).

Questo professionista, Dott. Agr. Monaci, che pure in passato aveva periziato per il Giudice degli Usi Civici che “gli aventi storici diritti naturali sulle terre” fossero gli abitanti di Azzano, Basati, Giustagnana, Minazzana, Fabbiano, Cerreta in parte, conclude il suo lavoro dopo 5 mesi dichiarando che “ non è da escludere che fossero tutti gli abitanti del Comune” ad esercitare sui pascoli montani attività agro-silvo-pastorali partendo dalla pianura comunale e spostandosi in montagna.

Nessuna memoria storica o nota decisiva sul fatto: supposizione.

In conseguenza il Sindaco si fa dare mandato dalla sua maggioranza in Consiglio Comunale per sottoscrivere l’accordo con l’Henraux Spa e mandarlo in Corte d’Appello a Roma per l’approvazione. All’insegna dello scopo, metaforicamente sintetizzato di seguito:

signori giudici non occorre che decidiate se il ricorso dell’Henraux spa che non vuole restituire le terre perché sostiene che sono da sempre sue dalla fine del 1800 mentre un giudice ha scritto che gran parte delle terre sono occupate abusivamente in quanto nessun contratto dimostra quanto afferma questo privato (il giudice ha riconosciuto di proprietà Henraux spa esclusivamente  quanto dichiarato nei contratti e atti notarili disponibili prodotti dal privato agli atti) e che quindi, anche se risultano intestate all’azienda nel catasto comunale di Seravezza le deve restituire al demanio collettivo e civico.

Non occorre che decidiate chi ha ragione e chi no: in quanto dopo oltre 40 anni di battaglia legale finalmente ci siamo accordati tra noi. Henraux Spa ha ragione. Parola di Sindaco. Abbiamo fatto pace.

Ovviamente questa perizia Monaci, dalla quale il Sindaco ripetiamo, ha dedotto il suo potere a decidere in prima persona “per l’interesse della popolazione” è stata contestata da più parti per illegittimità amministrativa (ai nostri amministratori e consiglieri fu segnalato inutilmente che non era nelle loro competenze ordinare una perizia catastale): ma non solo.

Anche per l’originale ripensamento del perito che qualche anno prima si era detto convinto di una cosa ben diversa e poi, su richiesta di “approfondimento” da parte del Sindaco ci ha ripensato spiegando poco e in modo non proprio convincente. Tuttavia la maggioranza che sostiene la Giunta Alessandrini ignorò tutte le segnalazioni sia sul potere di poter dare commissione per quella nuova perizia, ma anche sulla “stranezza” del ripensamento del perito. In molti, informati dei fatti avvenuti, rimasero sorpresi, qualcuno addirittura si scandalizzo dopo aver letto lo scritto remunerato dal Comune del Monaci e lo dichiararono pubblicamente. Non solo: sulla base sempre della Perizia Monaci ( costata € 5.836,48) la maggioranza Alessandrini sotto la guida del Sindaco decise di istituire, al costo di € 3.132,25 per software e di € 4.270,00 (alla società Delfino & Partners S.p.A. di Genova) per consulenza, “l’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civici nell’interesse della popolazione” facente capo ai poteri del primo cittadino.

Totale della spesa per le casse comunali € 13.238,73.

E adesso offerto il fondo dei fatti, finalmente, possiamo passare alle recenti sentenze.

Qualcuno ha scritto che sono scritte in legalese per cui capirle è difficile. In realtà le sentenze illustrano le richieste dei ricorrenti e le osservazioni delle parti avverse: incluso deduzioni, controdeduzioni, osservazioni e conclusioni degli uni e degli altri. Insomma, in centinaia di fogli si raccontano i fatti visti e il confronto che c’è stato tra le parti per permettere al giudice di farsi la propria opinione e decidere sentenza in punto di fatto e di diritto. Per chi ha seguito e soprattutto studiato le vicende e carte quindi non è proprio impossibile la comprensione: è impegnativo, questo si.

Le due sentenze contengono ovviamente molteplici riferimenti e citarli tutti illustrandone il contenuto e i presupposti giuridici potrebbero confondere le idee a chi non è addentro alla materia che proprio semplice non è affatto. Proviamo allora a rendere semplice e comprensibile i punti più importanti di queste sentenze. Secondo noi sono 5 punti di notevole significato che faranno discutere assai in futuro.

Tre per sentenza n. 22 e due per la sentenza n.23.

Senza levare valore ovviamente ad altri aspetti che però necessiterebbero di ampie spiegazioni degli antefatti che renderebbe la lettura di questo racconto già ampio insopportabile.

Potremmo eventualmente riprenderli in seguito se suscitano specifico interesse e richieste.

LA SENTENZA 22 DEL 14 LUGLIO 2025

La sentenza 22 del 14 luglio 2025 si caratterizza per tre punti fondamentali.

Il primo è quello dove il Giudice decide di estromettere dal procedimento il Comune di Seravezza. In quanto in “tutti i rapporti attivi e passivi” è subentrata l’Associazione Dominio Collettivo per la tutela delle comunità montane del Comune di Seravezza: associazione di diritto privato costituita presso Notaio Scalercio in Roma il 29 luglio 2024, Presidente Rossanna Giannini, “per la gestione dei beni riconosciuti di proprietà collettiva”. A fronte di un Dominio costituito sensi della Legge 168/2017 “Norme in materia di Domini Collettivi” i poteri di gestione “da parte dei Comuni è divenuto residuale”. Il Giudice scrive che a Seravezza “nel caso in specie a seguito della creazione di un ente esponenziale della collettività sono venuto meno i poteri di gestione ( e aggiunge in altra parte anche di rappresentanza) in capo al Comune delle proprietà collettive site nel Comune di Seravezza”.

Il processo pendente quindi deve essere proseguito dal successore universale”(cita la cassazione Sentenza n.345 del 28.01.1966). E ancora  il potere di amministrazione delle proprietà collettive di Seravezza sia passato al Dominio collettivo per il periodo successivo alla sua istituzione (dal 29 luglio 2054). Un fatto sicuramente e indiscutibilmente clamoroso. Un possente scappellotto al capo per tutto quanto il Sindaco ha detto di sapere e che nessun altro aveva capito prima di lui, deciso, fatto e fatto approvare con cieca fiducia alla sua maggioranza in Consiglio Comunale. Il tutto pur di chiudere l’accordo con Henraux Spa.

Va ricordata al proposito la sua pubblica dichiarazione, iscritta agli atti, dove affermava che sin dal suo insediamento si era studiato tutte le carte e che ne aveva tratto il fermo convincimento che la questione degli usi civici era una boiata pazzesca e un esproprio proletario di legittime proprietà private”. 

Bhè, che dire, i giudici non la pensano come lui.

E’ noto che la legge 168/2017 reciti che “I beni di proprietà collettiva e i beni gravati da diritti di uso civico sono amministrati dagli enti esponenziali delle collettività titolari” e il Giudice lo richiama giustamente nella sentenza. Il Giudice altresì correttamente precisa che “ un giudizio sulla effettiva rappresentatività degli enti esponenziali (ndr: il Dominio nel nostro caso) renderebbe inapplicabile la legge…e comunque (n.d.r.: per Dominio Collettivo per la tutela delle comunità montane del Comune di Seravezza questa verifica…non può essere effettuata in questa sede in cui devesi prendere atto (insomma non è compito suo) dell’avventa costituzione (cioè del rogito notarile di costituzione del Notaio Scalercio)

In soldoni? Il Giudice scrive che non ha il compito di esprimere un giudizio di legittimità. Insomma qui sul mio tavolo c’è un dominio che afferma di essersi costituito ai sensi di legge ma non spetta a me verificare se è vero no: ho tra i documenti il rogito di un notaio che questo scrive e ne prendo atto. Punto. Inoltre aggiunge che eventuali contestazioni delle parti che si sentissero eventualmente lese sulla effettiva rappresentatività del Dominio Collettivo che fa capo alla Presidenza Giannini, oppure danneggiati dalla sua stessa decisione a sentenza di estromettere per cessazione di ogni competenza, rappresentanza e potere il Comune di Seravezza a seguito della presenza di un Dominio che si dichiara costituito nel comune di Seravezza ai sensi della 168/2017, devono essere fatte valere non presso il suo Ufficio Commissariale, bensì presso il Tribunale Ordinario.

Insomma se al Sindaco non piacesse la sua decisione, oppure qualche cittadino non si sentisse rappresentato dal Dominio guidata dalla Presidente Giannini, che ricorrano al Tribunale di Lucca perché non è suo il compito giudicare la legittimità e la rappresentatività dell’associazione di diritto privato e, è giusto aggiungere, la sostanza progettuale con la quale si prefigge di gestire “il patrimonio naturale economico e culturale facente capo alla base territoriale della proprietà collettiva, considerata proprietà inter -generazionale, del territorio montano di Seravezza” come recita l’art 1 dello Statuto del Dominio. Che questa precisazione comporti o meno nel prossimo futuro l’allargarsi del contenzioso con un altra causa, questa volta al Tribunale di Lucca per iniziativa del Sindaco che è stato accompagnato fuori dalla porta o/e da di altri aventi causa, ovviamente non è dato al momento sapersi.

Certe situazioni hanno un significato: sia quando si manifestano e sia quando non avvengano.

Per concludere su questo punto, dopo aver illustrato i fatti in modo che ciascuno possa farsi la propria opinione, si può affermare che il Giudice ha detto che ha l’atto costitutivo e quindi il Dominio c’è e il Comune non ha più poteri in merito agli usi civici: se poi questo Dominio è dotato o meno delle caratteristiche di cui alla legge 168/20217 non sono affari suoi. Vedetevela tra voi o dal Giudice di Lucca. Una domanda sorge spontanea: ma a questo punto il Dominio Collettivo di Seravezza quale proposta/progetto/intenzione condivisa con la popolazione ha per la gestione delle terre? I Comune sappiamo che intende cederle all’Henraux Spa prendendo qualche cosina in cambio ma loro? Per ora non vi nessuna informazione disponibile in merito.

Passiamo al secondo punto rilevante della sentenza: l’accordo tra Henraux spa e Comune.

Il Giudice afferma che “la conciliazione è già stata stipulata ed approvata dalla Regione Toscana” e se da un lato “ la natura dei terreni della sentenza 39/2020 è oggetto di accertamento presso la Corte d’Appello di Roma” non è consentito a lui di “inibire al Comune di Seravezza ogni attività in ordine alla conciliazione come chiesto” e tantomeno “ l’individuazione dei titolari di detti beni” e in particolare la richiesta del Dominio di “vedersi riconosciuta la gestione dei terreni facenti capo alle comunità frazionali della Montagna di Seravezzanon può essere accolta in quanto “la natura dei terreni di cui alla sentenza 39/2020 è oggetto di accertamento nel giudizio pendente presso la Corte d’Appello”. Spetta a quei giudici decidere. E in quella sede ciascuna delle parti rappresentate farà valere le proprie ragioni. Incluso la sorprendente “rappresentanza speciale” composta dai 5 cittadini estratti a sorte mesi fa.

Insomma, la partita si rigioca con nuovo inizio a maggio 2026 quando la Corte si riunirà e convocherà gli aventi titolo. E’ assai remota la possibilità che in quella sede si risolva il tutto. Il contenzioso proseguirà nel tempo. E intanto l’intenzione del Sindaco Alessandrini e del Presidente della Regione Giani di accettare le richieste dell’Henraux e chiudere alla svelta il tutto evitando di far esprimere i diretti interessati con un voto (come già avvenne il passato) resteranno al palo. Questo è un dato di fatto.

Terzo è ultimo punto: la richiesta di convocazione delle elezioni per la nomina degli organi amministrativi dell’Asbuc. Abbiamo segnalato l’importanza di questa elezione degli organismi dell’Asbuc per consentire alla popolazione di essere chiamata a esprimere la propria opinione sull’accordo tra Henraux Spa e Comune. Senza questo passaggio la popolazione non sarà consultata. Da parte dei rappresentanti del Dominio si è detto e scritto in atti che oramai sono loro a sostituire l’Asbuc, quale ente esponenziale di diritto privato. In realtà nell’avvio dei procedimenti sui quali il giudice si è espresso, precedenti alla costituzione del Dominio al Giudice, fu chiesto di agire affinché queste elezioni negate dal Comune e dalla Regione fossero convocate. Il Giudice ha scritto in sentenza che non può dare corso alla richiesta in quanto non di sua competenza ma del Tribunale Amministrativo della Toscana (TAR ). Chi lo ha chiesto non si è rivolto pertanto al Giudice competente. Un errore che nella complessità giuridica della vicenda ci può stare.

LA SENTENZA N.23 DEL 14 LUGLIO 2025

Questa Sentenza è molto più snella della prima; la n. 23 afferma due cose importantissime. La prima: il Decreto della Regione Toscana n. 541 del 12 gennaio 2024 “SUPPLEMENTO ISTRUTTORIO PER L’INDIVIDUAZIONE DEGLI UTENTI DEL DEMANIO CIVICO DELLE MONTAGNE DI SERAVEZZA“, che legittimava la Perizia Monaci sulla quale il Sindaco ha fondato la sua volontà di avere il primato decisionale (come si è spiegato sopra) è stata disapplicata. Questo significa che non esiste più dal punto di vista amministrativo. Non solo. Significa anche che tutti gli atti che implicitamente o esplicitamente sono stati compiuti o emessi (con specifiche delibera della Giunta o del Consiglio Comunale) sono inefficaci verso terzi e decaduti nonché da revocare. Salta il castello costruito da Alessandrini. Semplice, chiaro, inequivocabile.

Un esempio tra tutti.

La costituzione dell’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civici nell’interesse della popolazione facente capo ai poteri del primo cittadino che è costata oltre 13.000 euro di soldi pubblici è nulla. Lo avevamo detto e scritto. Carte false per darsi le ragioni.

Il motivo è semplice. La Regione non può legittimare un atto del Comune che esercita un potere che non è suo (del Comune) visto che è compito della Regione predisporre perizie demaniali. Le parole del Giudice sono chiarissime: E’ evidente che, nel caso di specie, la Regione Toscana non ha svolto alcuna istruttoria o accertamento demaniale che involge attività autonome limitandosi a recepire un supplemento di istruttoria svolto dal Comune di Seravezza senza alcun approfondimento o valutazione autonoma. Il provvedimento dirigenziale impugnato è pertanto illegittimo e deve essere disapplicato onde procedere ad accertare la natura frazionale o comunale dei terreni oggetto di giudizio.

Caro Sindaco hai buttato alle ortiche i soldi dei contribuenti per di autoassegnarti poteri che non ti competono. Non è necessario aggiungere altro. La seconda: il Giudice ha deciso che il processo (senza il Comune) dovrà pertanto proseguire per tale accertamento con nomina di un CTU (consulente tecnico d’ufficio) per verificare se i terreni sono frazionali o comunali.

La pretesa di Alessandrini ormai qui senza ombra di dubbi viaggia per altri lidi.

Ovviamente queste sono le noste opinione. Laddove non fossero condivise ciascuno è libero di commentare con proprie motivate ragioni di causa. Su questi temi però non si improvvisa: si ragiona.

CIPIT – Seravezza

Nota redatta a seguito di gentile e gradita richiesta da parte del blog “Libera Cronaca” di Giuseppe Vezzoni pubblicata il 27 luglio 2025

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