COME UN CORIANDOLO ! La politica si organizza in vista delle elezioni amministrative dell’anno prossimo: ambizioni, illusioni e cantieri .

Come un coriandolo -la bella canzone del Carnevale- saranno le elezioni amministrative il prossimo anno a Viareggio. “Come un pazzo pittore che fa cadere schizzi e colori su tutta quanta la mia città”, così in politica i coriandoli saranno le tante liste che si presenteranno. Se una parte di quel così detto civismo che ha sostenuto questa esperienza amministrativa deciderà, come pensa l’ex senatrice Granaiola, di sostenere l’attuale assessore Pierucci e se l’atra parte si raggrupperà’ attorno alla proposta di un altro candidato il conio comincerà a produrre coriandoli.

Pierucci non è la scelta a cui pensa Del Ghingaro. Troppo autonomo, non del tutto affidabile: più volte, segretamente o in maniera timida ha cercato altre sponde e i segreti in questa città sono come quelli di Pulcinella,  così come non è un mistero che alcuni leprotti di questa amministrazione, che spesso si vedono parlottare assieme credendosi delle volpi, abbiano tentato di prendere le distanze: dopo qualche timido, quasi impercettibile passetto accennato, tutti tremanti e pieni di paura sono però rientrati all’ovile.

Se l’idea della Granaiola andasse avanti a prescindere da quel che ne pensa il Del Ghingaro potrebbe materializzarsi, alternativamente a questa una proposta un’altra, magari con una personalità esterna agli attuali attori amministrativi, che goda di un prestigio in alcuni ambiti sociali e civili della città e sia grado di offrire solide garanzie di condivisione e di legami con Del Ghingaro, rappresentando, in tal senso, una sorta di continuità con il passato ma , come promette il Sindaco, anche di aggiustamento e rinnovamento.

Difficile invece fare proiezioni sul centrodestra, se cioè riuscita’ a trovare il bandolo per aggomitolare la matassa tra la già proposta candidatura di Ciro Costagliola da parte di Forza Italia, le riluttanze della Lega che però per ora manca di un soggetto unificante e di una proposta forte e l’agnosticismo di Fratelli d’Italia, dopo una opposizione condotta in maniera molto scialba e poco caratterizzante. Forse un accordo alle prossime regionali potrebbe servire per le quadre nelle situazioni locali tra cui Viareggio. Ma è davvero difficile oggi fare delle previsioni o sbilanciarsi in pronostici. Lo scopriremo nei prossimi mesi. Se però la quadra il centrodestra la trovasse potrebbe per davvero, dopo oltre un decennio, tornare competitivo: in alternativa ci troveremo di fronte a più coriandoli grigio- avorio- neri.

Altro ragionamento sul centrosinistra. E’ stato aperto quello che hanno chiamato cantiere, senza nessun progetto e nessuna proposta, rimandando a dopo l’estate il lavoro per definire un’identità programmatica e politica. Già dalla conferenza stampa, però, sono emersi stridori, convulsioni, divisioni, per ora ancora latenti ma in futuro potenzialmente deflagranti. Intanto si è evidenziata la diversità d’approccio sul tema rapporti o meno con una parte di protagonisti dell’attuale esperienza amministrativa che anelano uno svincolo morbido.

Una parte dei protagonisti del Cantiere è decisamente contraria mentre il Pd è attualmente nella fase dell’essere o non essere: una parte vorrebbe e l’ha sostenuto con forza nella recente assemblea comunale degli iscritti, mentre un’altra parte, tra cui gli ex Articolo Uno, è decisamente contraria.

Il Pd, di fronte ad una scelta che non è solo personale ma anche politica, ha scelto ancora una volta di seguire il modello democristiano di un tempo: non è stata presa nessuna decisione lasciando aperta la porta e aspettando tempi migliori, magari con i buoni uffici di qualche parlamentare o e Commissario politico del passato. Ma anche sulle future scelte politiche programmatiche il cantiere è a rischio: si prenda ad esempio la cosiddetta via del mare o il recupero di alcune cose fatte da questa amministrazione , sia pure ricollocabili in scelte programmatiche e progettuali diverse.

Poi si presenterà il nodo del candidato. Il Pd non lo dice ma pensa che ad una certa fase si possa tirar fuori la proposta di Federica Maineri e soprattutto s’illude che possa essere digerita dagli altri. La Maineri è stata una delle protagoniste dell’accordo con il Del Ghingaro, allineata con la decisione del regionale del PD di allora di far fuori tutto il precedente gruppo dirigente locale commissariando il partito a Viareggio.  Dopo un periodo non breve di lavoro come Vicesindaca, ben allineata e coperta, ad una certa fase il Del Ghingaro le tolse la fiducia e il Pd, suo malgrado, si ritrovò all’opposizione ma non aprì nessuna riflessione critica e autocritica su quell’esperienza. Opposizione grigia, sbiadita a tratti e per altri nervosamente personalizzata contro il Del Ghingaro, propria più che di un partito di una persona acida e collerica contro all’amante traditore.

Si può ipotizzare che ad una certa fase il cantiere prenda atto dell’impossibilità di avviare i suoi lavori o di portarli avanti per liti tra i capi. Un’altra parte dei gruppi di sinistra hanno del resto già deciso di andar per conto loro con una pregiudiziale ideologica ma anche politica sul Pd.

Il Movimento Cinque Stelle è per ora alla finestra e sta osservando le convulsioni isteriche della situazione, cercando di capire come immaginare una alternativa al passato ma senza farsi coinvolgere da prospettive nebulose, programmaticamente poco chiare e pasticciate. Vedremo che strada prenderà anche sulla base dell’evoluzione nazionale; vedremo quale sarà l’approccio del movimento che potrebbe essere anche quello di caratterizzarsi autonomamente senza dover venire a compromessi al ribasso.

Coriandoli a sacchetti, quindi, e dei più vari colori potranno caratterizzare le prossime elezioni a Viareggio. Attualmente il progetto più consistente è già in campo ed è quello del Del Ghingaro: dare spessore e continuità all’esperienza di liste locali sedicenti civiche, addirittura con una prospettiva e costruendo assieme ad altre esperienze similari in comuni toscani a carattere regionale. Si può discutere sin che si vuole ma questa è una idea progettuale: certo tutta da costruire e sviluppare il cui esito è alquanto incerto ma, almeno, è un’idea. E noi continuiamo ad esser convinti che il Gigante abbia idee, la forza di una esperienza visibile che è già in campo da mesi e per ora senza adeguati competitor.

Presentate le linee del piano strutturale, aperta e inaugurata l’asta elettronica alla Cittadella della pesca, una stagione lirica rinata dopo anni di mediocrità e di basso impero, anche se lo stesso Sindaco si era colpevolmente legato al famoso Maestro Alberto Veronesi -un campione assoluto di giravolte politiche- diventando corresponsabile indiretto di una gestione a metà tra stagioncella lirica di paese , intrecci interessati con cantanti e direttori di basso livello e gite in teatri di quint’ordine – la via Mazzini, lo stadietto tra i pini etc . Poi si può discutere se i metodi che segue, le sue filosofie istituzionali siano giuste e condivisibili, se le scelte programmatiche e le realizzazioni amministrative siano quelle che servirebbero ad una city che si sta purtroppo normalizzando e omogeneizzando seguendo una progressiva e ineluttabile decadenza rispetto a quella che fu ieri e l’altro ieri. Ma tant’è: il convento oggi non passa che queste minestre!

Ed un progetto alternativo non esiste. C’è, è vero, un malcontento e un malumore in strati della città nei confronti delle politiche amministrative, tra i soci e i volontari di importanti associazioni ma per ora rimane un malumore un po’ anarcoide, più di pancia che di testa, più da canzonetta, un malumore che non trova sbocchi perchè è assente un progetto , uno o più soggetti che lo incamerano e lo sostengono, in grado di trasformarlo in coscienza e cultura alternativa, che sanno mediare tra i soggetti e gli interessi compositi di una città composita a cui è necessario ed indispensabile un rinnovamento .

I tempi del confronto invece li sta decidendo il Gigante e sono quelli della sua agenda. I rapporti degli altri partiti, gruppi o aggregati con la città, con i propri abitanti da anni sono in corto circuito. Quando va bene sono piccole tribù convinte della giustezza quasi biblica delle loro convinzioni, più riserve indiane che moderni Machiavelli, capaci cioè di esercitare o almeno tentare di esercitare un’egemonia. Le critiche velenose, spesso giuste ma poste su un piano molto personale, contribuiscono vieppiù a rendere ancora più evidente, esplicita e comunicante la sua narrazione, il suo racconto e finiscono per essere un boomerang che ricade sulla testa dei lanciatori.

Ed è un esercizio tra il patetico e il comico il post con il braccialetto argentato ‘Viareggio’ con l’ambizione di ridare forza alla politica vera : lo scrive Federica Maineri , si’ proprio lei, parlando dell’apertura del cantiere… i cui lavori tematici inizieranno a settembre e senza quello che a suo tempo chiedeva Nanni Moretti : di’ una cosa di sinistra!

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