ll mondo del business e delle aziende produttrici di beni e servizi è come noto in costante evoluzione. Ogni giorno il mercato sottopone alle imprese nuove sfide da affrontare sia connesse alla loro crescita, sia alla loro gestione esterna ed interna, ovvero per l’introduzione di tecnologie innovative comunque necessarie alla competizione globale.
In un contesto così variegato e dinamico, la figura del Consulente aziendale rappresenta una risorsa fondamentale per cercare di ottimizzare oppure conseguire il necessario valore aggiunto. Il Consulente aziendale è in breve un professionista qualificato ed esperto, che supporta, analizza e generalmente ottimizza come già accennato, il risultato economico dell’impresa anche grazie ad una maggiore produttività. Per ottenere tali risultati a volte il Consulente va considerato come fosse un partner, non solo della proprietà ma nel caso, anche di un direttore aziendale cioè colui che si adopererà per migliorare i processi operativi attraverso incisive azioni di finanza, di organizzazione e se occorre, di un diverso marketing aziendale o di proporre nuovi mercati di sbocco per i prodotti generati dall’impresa.
L’attività di consulenza va considerata come una responsabilità oggettiva e non come un semplice servizio, nasce dal tempo dedicato e non dal prodotto aziendale. La variabile tempo va intesa in questo caso, da un lato come quello che manca al proprietario dell’azienda per decidere, comprendere e quindi sbagliare di meno nell’attività e dall’altro a quello che occorre al consulente per costruire qualcosa che di norma duri più di un ciclo di mercato o di una stagione economica.
In estrema sintesi il valore reale della consulenza sta proprio nell’assumersi la responsabilità delle scelte altrui (ie in genere proprietà aziendale) senza per altro mai sostituirsi in quest’ultimo ruolo. Molti sono i metodi di attuazione di una consulenza ma tutti indistintamente partono dalla diagnosi della situazione aziendale al momento dell’incarico con analisi puntale del monitoraggio dei processi operativi e dei relativi dati economici, non tralasciando l’andamento della concorrenza sia sul prodotto che sui prezzi praticati sul mercato.
Il Consulente incaricato proseguirà quindi con il suggerire al suo committente un piano di azione a breve quanto a lungo termine (il classico business plan) per cercare di certificare il percorso specifico atto al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Tra i suggerimenti specifici anche neo sfide per sfruttare mercati non ancora conseguiti e quindi nuove opportunità di business. A quanto sopra delineato, il Consulente dovrà inoltre adoperarsi per ottimizzare anche i processi aziendali, mirando alla graduale riduzione dei costi laddove possibile, con contestuale miglioramento di efficienza e flussi di business domestico, ed a volte proponendo l’introduzione anche di business internazionale sempreché il prodotto e la volontà aziendale supportino tale ultimo suggerimento.
Altre funzioni affidate ad un Consulente sono spesso quelle del cambiamento generazionale della proprietà, cioè di affiancare le nuove leve nella gestione iniziale dell’impresa od anche nel supportare l’azienda ad attraversare con successo riorganizzazioni e crisi importanti. Parlando di riorganizzazione aziendale il Consulente dovrà quindi essere fluent con tematiche legali, di finanza, di risorse umane e di sistemi informatici in generale. Il paradigma essenziale del Consulente dovrebbe sempre essere quello di un professionista in grado di aiutare l’azienda cliente a trasformare le difficoltà emergenti in vere opportunità ed in grado, quindi, di conseguire il successo auspicato dalla committenza. Da notare che in un sistema economico in cui tutte le aziende più o meno corrono, il Consulente dovrebbe andare contro corrente cioè non promettere il conseguimento di risultati aziendali eclatanti ma difendere e costruire quelli realmente conseguibili.
L’attività di consulenza inoltre, non serve quando le cose in azienda stanno andando bene ma serve quando vanno male e sono quindi in pericolo lavoro, memoria e sacrifici già attuati magari anche da generazioni passate. Ogni titolare aziendale quando assume un Consulente desidera conseguire un impatto positivo e significativo sul risultato operativo, ed è assai spesso già consapevole degli ostacoli che lo frappongono dal target atteso. Il Consulente aziendale deve spesso concentrarsi sugli asset non tangibili poiché tale focus serve anche a proteggere il vero valore dell’impresa, evitando di utilizzare fondi energie e tempo su tematiche spesso non determinanti.
E’ un fatto acclarato infatti che le imprese più dinamiche e comunque leader di settore, non si misurano più solo attraverso asset tangibili come macchinari, flotta mezzi di locomozione o costose sedi operative, ma solo grazie al loro management o capitale umano, al loro know-how, all’effettivo riconoscimento di un brand, nonché ad innovazione e reputazione.
di Mario Sabato

Niclo Vitelli( 1954) è stato Segretario della Federazione del Pci della Versilia,
Consigliere Comunale e Assessore a Viareggio, Presidente del Festival Pucciniano
negli anni Ottanta e ha fatto parte successivamente del Consiglio di Indirizzo della
Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago, Capogruppo del Pci al Comune di
Seravezza e Consigliere dell’Associazione Intercomunale Versilia, Dirigente alle
Relazioni Industriali al Cantiere Navale Sec di Viareggio, responsabile del CTL di
Legacoop nella Provincia di Lucca, responsabile di Lega Pesca Toscana, responsabile
delle politiche concertative di Legacoop Toscana fino al Luglio 2019 e attualmente
ricopre l’incarico di Presidente del Comitato dei Garanti nazionale di Legacoop. Nel
1995 con Pezzini Editore ha pubblicato il Libro ‘C’eravamo tanto amati’, nel Luglio
del 2016 con Edizioni Clichy-Firenze Leonardo Edizioni ha pubblicato il libro ‘Un
bel dì vedremo-Il Festival di Giacomo Puccini. Cronaca di un’incompiuta’ e
nell’aprile 2021 con Cinquesensi Editore ha pubblicato il libro ‘Hop Frog Futuro
anteriore’. Vive a Piano di Conca nel Comune di Massarosa.
