UN ATTACCO AL TERRITORIO E SOCIALE SENZA PRECEDENTI. Intervento di Rosario Brillante

Pubblichiamo questo intervento che contiene una denuncia forte e vibrante per un territorio che vive una emergenza ambientale preoccupante. Brillante rivolge un’accusa alla politica e alle scelte amministrative locali e regionali. Nel pubblicarlo, pur senza condividerne i toni e le generalizzazioni, ci auguriamo che altre voci ed altri interventi possano aprire un dibattito e un confronto, non fine a se stesso, ma che possa aiutarci a definire progetti e politiche amministrative adeguate per la tutela, conservazione e valorizzazione dei beni naturali e ambientali versiliesi.

La Versilia, da Viareggio a Stazzema, è alla fine un fazzoletto di terra. Una bellissima terra baciata dalla natura, ricca di una concentrazione di diversità ambientali irripetibili altrove: dal lago alla palude, dalle spiagge alle aree umide e ai fiumi, dalle pinete che passando alle colline verdeggianti e tra secolari oliveti porta alle severe e affascinanti asprezze delle Alpe Apuane.

Agli occhi di un osservatore esterno la Versilia, sorvolata a volo d’uccello, oggi si presenterebbe innanzitutto quale fazzoletto di terra drammaticamente sofferente. Sofferente per inquinamenti noti e altri conosciuti solo agli addetti ai lavori e taciuti, nonostante gli effetti su patologie gravi e tumori che colpiscono la popolazione residente con una frequenza non registrabile altrove. 

Dall’alto la Versilia si rivelerebbe per quella che è: una terra sottoposta ad un pesante e concentrico attacco da parte degli amministratori locali, di tutti i colori politici o gruppi di potere presenti nel tessuto amministrativo locale impegnati in un consumo ed uno sfruttamento del territorio privo di qualsiasi logica ma figlio di un modello economico fatto di scambi con interessi privati antiquati e dissennati. Osservato dall’alto questo lembo di terra compreso tra mare e monti, si rivelerebbe per ciò che è diventato.

Un campo di battaglia con una moltitudine di fronti aperti, sottoposto ad una vera e propria azione di conquista e sottomissione a poteri che agiscono all’unisono e in concerto tra loro.  E allungando lo sguardo tutto si rivelerebbe nella sua nuda crudità:

  • il tentativo di ridurre l’estensione del Parco di San Rossore, Migliarino, Massaciuccoli si affianca al tentativo di antropizzare la pineta e la spiaggia libera di Viareggio e Torre del Lago; 
  • ovunque, Sindaci animati da spirito feudatario, che fa della loro mitica poltrona uno scranno di comando assoluto, proseguono una dissennata politica di cementificazione, sfruttamento del territorio e di incosciente riduzione del verde; 
  • le spiagge sono state colonizzate da un esercito di imprenditori che se ne sentono padroni assoluti, che ricattano politicamente i feudatari locali e che ricavano profitti mai veramente identificati nella loro entità a causa di una gestione iniqua del patrimonio collettivo  in quanto  ascrivibile al demanio civico; 
  • l’inquinamento del mare e dei fiumi, dovuti a rifiuti organici non trattati con appositi impianti fognari e di depurazione è praticamente ignorato e, forse ma di sicuro è accaduto in passato, talvolta taciuto a presunto beneficio di ignari ospiti paganti; 
  • così come taciuta è la conseguenza, per il “padule” e il canale retrostante la città di Viareggio, dell’inquinamento chimico del suo mare, a causa del dimenticato deposito del famigerato KEU proveniente dall’industria conciaria fiorentina e pisana a Massarosa, e del quale nessuno più parla; 
  • tollerato, in modo vergognoso per la sua manifesta evidenza, é poi lo scarico della marmettola prodotta dalle attività lapidee e chi sa tace anche il fatto che le Alpi Apuane Meridionali sono prossime ad una devastazione senza precedenti a causa di una dissennata attività di estrazione del marmo, utile esclusivamente al profitti di pochi e frutto di una previsione di sfruttamento che ricade esclusivamente nella responsabilità e volontà politica della Regione Toscana e di chi la governa ed ha legiferato in merito;
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  • le aree umide e le falde acquifere poste alle spalle di Forte dei Marmi sono utilizzate per discariche di materiali dalla consistenza  equivoca provenienti in gran parte dai Comuni della Piana Fiorentina.

Se a quell’osservatore esterno, volando un pò più in basso per vedere meglio, capitasse fortuitamente di intravvedere e aggiungere il caos della sanità locale, evidente a tutti i soggetti bisognosi di cure e caratterizzata dall’inesistente ruolo al quale sono stati ricondotti i medici di famiglia diventati passacarte e non più, loro malgrado, seguaci di Ippocrate, traghettatori degli ammalati verso un’assistenza ottenibile solo da atleti provetti, ma anche danarosi visto che senza ricorrere alla sanità privata la gara per la salute neppure inizia, capaci di una corsa ad ostacoli degna di un film dell’horror e che si conclude sempre con la finta presa in carico dei pazienti- ne resterebbe inorridito. 

Planando nella notte questo osservatore volante noterebbe pure quanto viene tenuto nascosto in merito alla diffusione di droghe leggere e cocaina e alcool tra le nuove generazioni.

Per aiutarlo a farsi una opinione completa gli suggerirei di atterrare un’istante per informarsi, tra questi giovani frequentatori della notte, sull’impoverimento del sistema scolastico locale e la precarietà di lavori sottopagati che li colpisce pesantemente in prima persona. 

E poi di riprendere nuovamente quota nella notte per osservare dall’alto la spettacolarizzazione delle cosiddette attività culturali; in modo da verificare con i propri occhi e orecchie se sono o meno ridotte a colorati spettacoli di varietà e kermesse che ricordano le attività circensi svolte dagli Imperatori Romani per tenere lontano il popolo dagli affari e dalla gestione del potere, stupendolo con colpi di scena e talvolta pagliacciate, oltre che con assordandoli rumori fonte di un diffuso inquinamento acustico.

Fatto tutto ciò, costui, arriverebbe ad un’unica conclusione. 

La Versilia sta attraversando una crisi ambientale, culturale, sociale e sanitaria senza precedenti: e la responsabilità indiscussa è della politica locale, ma anche dei corpi sociali organizzati quali sindacati e associazioni datoriali e di categoria, tutte ristrette nel proprio particolare di sopravvivenza e, purtroppo spesso di suicida, autoreferenzialità.

  • Tutti versano nella evidente incapacità ad assumere una visione complessiva sulla gravità della situazione. 
  • Nessuno è capace di indicare una nuova e diversa prospettiva su un futuro che si annuncia di degrado ambientale, distruzione del territorio, perdita di servizi essenziali alla popolazione, sfruttamento lavorativo e soggezione individuale e, dunque alla fine, di impoverimento sociale. 

E quell’osservatore esterno potrebbe benissimo affermare che se queste opinioni fossero ritenute, ovviamente dai soliti addetti ai lavori, frutto del fantomatico punzuto e fiammeggiante dragone dell’ANTIPOLITICA, alla quale riconducono qualsiasi critica  o espressione di diversa opinione rispetto alla considerazione assolutista che questi feudatari hanno sullo stato reale delle cose nostrane, la risposta a questa presunzione potrebbe essere una sola.

SIGNOROTTI LOCALI, ESPERTI AMMINISTRATORI, POLITICI NAVIGATI, QUESTO E’ SEMPLICEMENTE IL BISOGNO DI UNA VISIONE POLITICA CHE NON E’ LA VOSTRA.

R.I.B.E.L.L.I.A..MO.C.I.

Rosario BrillanteCoordinatore del Comitato Civico ed Ecologista C.I.P.I.T – Seravezza(Comitato Indipendente per la Partecipazione, l’Informazione, la Trasparenza)

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