Le proposte alla U:E di Mario Draghi. per la competitivita’ europea e anche dell’Italia.

Articolo di Gianfranco Antognoli

Mario Draghi ha portato al centro del dibattito  temi essenziali a proposito della competitivita’ europea. ? Se vogliamo portare avanti le nostre ambizioni climatiche senza aumentare la nostra dipendenza da paesi su cui non possiamo piu’ affidarci (Federazione Russa) serve una strategia complessiva che comprenda tutti gli stadi della catena di approvvigionamento delle materie prime critiche’ .

Assicurare all’Italia e all’Europa l’accesso ai materiali crtici rappresenta una sfida da vincere per puntare su un nuovo sviluppo economico ‘compatibile’. Gli acquisti congiunti di materie prime critiche sara’ indispensabile per la competitivita’ europea nel mondo. Secondo l’ex Presidente della BCE Mario Draghi servono misure europee complementari a questo disegno strategico per rendere gli obbiettivi di crescita piu’ tangibili.

La richiesta di Draghi fa riferimento alla necessita’  di trovare strumenti e meccanismi concreti, a livello UE per centrare questa possibilita’: ridurre la dipendenza dall’estero non solo delle materie prime, ma anche dei componenti a maggior valore aggiunto. Il presupposto di Draghi e’ quello di un approccio comune e pubblico verso un settore strategico per gli acquisti necessari all’industria europea e italiana.

Si tratta di un sistema per aggregare la domanda delle imprese interessate al consumo di materie prime strategiche non solo per la transizione energetica e le tecnologie green, ma anche per industrie della difesa e transizione digitale come cobalto, gallio, germanio, litio, nichel, silicio metallico terre rare, titanio e tungsteno per ‘scorte strategiche per tutta la catena di approvvigionamento.

Non e’ un caso, concludendo, che sia stata lanciata da parte della Commissione Europea una consultazione pubblica tra gli stakeholders: l’obiettivo e’ certamente quello di sondare tra i possibili fornitori di materie prime strategiche che siano interessati a partecipare al meccanismo di aggregazione della domanda. Speriamo che anche il governo italiano lo capisca.

di GIANFRANCO ANTOGNOLI – CONCREDITO

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