ENNESIMA BATTUTA D’ARRESTO PER LE CERVAIOLE

Dopo due anni dall’apertura del procedimento finalmente, ma solo a seguito di diffide formali inoltrate  al Comune di Seravezza e alla Regione Toscana, la Conferenza dei Servizi che deve autorizzare Henraux per i nuovi piani estrattivi sulle cave delle Cervaiole, ha preso in considerazione quanto ripetutamente segnalato dalle Organizzazioni Ambientaliste, e cioè che non è stato mai prodotto alcun documento attestante la disponibilità giuridica dei terreni da parte dell’azienda di Querceta. E’ veramente incomprensibile questo enorme dispendio di denaro, risorse, tempo di funzionari e amministratori pubblici appresso un procedimento che fin dall’inizio, come abbiamo eccepito, poggia su un presupposto mai chiarito: l’azienda ha la disponibilità giuridica di quelle terre?,   dichiarano dal Coordinamento Ambientalista Apuo-versiliese cui fanno riferimento 20 organizzazioni del territorio.

 “Adesso che, a seguito dei nostri atti, non si può più nascondere che non è stato mai prodotto un attestato in tal senso, bellamente si propone di risolverlo con un’autodichiarazione ai sensi della legge 445, ma anche questa è una forzatura in quanto tale scrittura non è consentita per il possesso o la disponibilità di un bene. Su questo aspetto abbiamo presentato subito all’architetto Chiodini, responsabile del procedimento, un richiamo all’attenzione ritenendo che si tratti solo un passaggio per prendere ancora tempo.”

Tant’è che è stata fissata al 7 giugno una nuova riunione della Conferenza di Servizi, immediatamente dopo il Consiglio Comunale di Seravezza previsto per il 5 in cui il sindaco Alessandrini dovrebbe riferire del mancato rilascio dell’autorizzazione che aveva assicurato all’azienda si sarebbe ottenuta proprio il 22 Maggio prima di produrre una nuova forzatura per ottenere dalla sua maggioranza silente l’approvazione dell’accordo con Henraux che porterebbe definitivamente al privato 7.000.000 di metri quadrati di terreno, in cambio di 1.000.000 di euro. Pochi spiccioli –  affermano gli Ambientalisti – ma soprattutto un’ipoteca sul futuro delle montagne e sull’intera comunità seravezzina e dello stesso settore lapideo a favore del privato.

In ogni caso qualsiasi accordo sarà pur sempre soggetto al vaglio del Giudice della Corte d’Appello a fronte della sentenza del 2020 in cui il Giudice agli Usi Civici Catalani aveva dichiarato quei terreni occupati dal privato senza titolo alcuno. “Laddove assistessimo ad ennesime forzature politiche da parte di Comune e Regione dovremo necessariamente portare all’attenzione della magistratura e nelle sedi giudiziali competenti i fatti affinché venga valutata la presenza di eventuali reati e, soprattutto, di danno erariale in capo ai protagonisti di questa triste e anomala vicenda.”

di Rosario Brillante

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