PARTITA A POKER :  GIACOMO PUCCINI LA POSTA!

MINNIE
Parliamoci fra noi… E si finisca.
Chi siete voi, Jack Rance? Un biscazziere.
E Johnson? Un bandito…
Io? Padrona di bettola e di bisca
vivo sul whisky e l’oro,
il ballo e il faraone.
Tutti siam pari!
Tutti banditi e bari!
Stanotte avete chiesto una risposta
alla vostra passione…
Eccovi la mia posta!
RANCE
(studiandola)
Che vuoi dire?
MINNIE
(affannosamente)
Ch’io v’offro
quest’uomo e la mia vita!…
Una partita a poker!
Se vincete, prendetevi
questo ferito e me…
Ma se vinco, parola
di Jack Rance gentiluomo,
è mio, è mio quest’uomo!…



È la partita di poker:  memorabile pagina operistica e drammaturgica della Fanciulla del West.
La partita tra il Sindaco del Ghingaro e il Sottosegretario Sgarbi vorrebbe scimmiottarla. La posta in gioco è lui il grande Puccini, il suo nome il suo prestigio, la sua opera, i suoi ambienti prediletti.
La sfida comunque vada lascerà un ombra deleteria sullo Stato italiano e a tutti i livelli istituzionali. In questa partita non c’è un baro, un baro biscazziere e un bandito ma un Sindaco ambizioso e borioso e un Sottosegretario più showman che politico.  Viareggio è un po’ come Minnie, vive di ricordi, di improvvisazioni provinciali, di utopie, spera che il suo sogno della Bellezza infine s’avveri. Il ballo e il faraone!
Sono riusciti a infilarsi in una terribile e pericolosa partita a Poker, molto caciaresca e poco romantica e avvincente. Che il rifacimento di una piazza -che solo l’ignavia amministrativa degli ultimi 30 anni è riuscita a rendere così tremendamente brutta e decadente- si sia trasformato in un tentativo di stravolgimento è stato chiaro fin dalla presentazione del progetto.
Un progetto che è nato senza Puccini, senza tener conto dei precedenti storici della realizzazione di quel belvedere, degli stili scelti per onorare le spoglie del Maestro, delle cornici architettoniche, del tipo di vegetazione arborea locale; partorito da un gruppo ristretto senza una seria e approfondita consultazione di esperti, di storici, di musicologi e senza avviare un confronto con la città e con strutture ed Enti culturali; un progetto non di ristrutturazione di quel piazzale pucciniano ma di rifacimento totale e in uno stile Miami Beach che lì, in quel luogo, offende Puccini.
Dall’altra un Sottosegretario che dice cose giuste ma poi non resiste alla sua natura di showman e deraglia dallo stile e dall’etica istituzionale buttando tutto in uno smodato battibecco da bar o da talk show, come successo durante l’inaugurazione della mostra proprio a Viareggio e come ben si evidenzia nel primo video pubblicato dopo quell’evento. Poi Sgarbi ha corretto il tiro, con nuovi video, riaggiustando toni e modi e limitandosi ad una comunicazione oggettiva.
Per questa partita a poker sono stati già stati allertati gli avvocati e i giocatori preannunciano opposizioni, un tira e molla di carte bollate e carabinieri pronti ad intervenire!   Che ci volete fare è questa la dura realtà del nostro Paese: una finestra aperta su come si sia ridotta la vita politica oggi. I sogni di gloria di un Sindaco provincialotto e il vociare scomposto di un Sottosegretario, una struttura decentrata della Sovraintendenza che andrebbe rimandata all’asilo nido. Povero Puccini ! Ai suoi occhi lassù dall’empireo celeste si materializza una realtà sconvolgente… Pare sentirlo mormorare: ‘perché non mi hai fatto nascere laggiù in California, nel Soledad o tra i cercatori d’oro e tra i banditi? Forse oggi mi avrebbero celebrato degnamente senza stravolgere i miei luoghi ideali….e la patria di Dante e di Cavour e Garibaldi scesa così in basso.’
Ci auguriamo che questa avvilente partita s’interrompa al più presto e lo Stato, proprietario del ricordo e dei luoghi dei suoi figli migliori, possa agire (come pare voler fare) imponendo ai cacicchi locali il rispetto e quindi la modifica di un progetto offensivo e la sua trasformazione nella più semplice, lineare e decorosa risistemazione della piazza, cura e preservazione di quei luoghi meravigliosi dove Giacomo scelse di vivere e comporre le sue intramontabili opere!
Il sindaco Del Ghingaro potrebbe, almeno in questa occasione, evitare una inutile impuntatura, tipo quelle che nel passato alo hanno impegnato nei confronti del Parco Migliarino San Rossore e della Regione Toscana: sarebbe più onorevole rimettersi nelle mani della struttura ministeriale e delle procedure che la stessa ha avviato.

Potrebbe dire che è sceso dal cavallo e cercare di nascondere la figuretta barbina , le tare culturali della sua squadra di yesman, per una volta il suo smisurato narcisismo e tentare di nascondere, in tal modo, la brutta caduta per terra.

Lo dovrebbe fare innanzitutto per il buon nome che nonostante tutto la città di Viareggio e Torre del Lago godono ancora in Italia e nel mondo… Per questo  Giacomo Puccini si era tanto prodigato nella sua vita .

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