STRANE ESTERNAZIONI DEL SINDACO DI VIAREGGIO GIORGIO DEL GHINGARO

I post del Sindaco di Viareggio sono tutti assai divertenti: leggendoli si capisce subito e con estrema chiarezza e precisione qual è la sua personalità, le sue passioni, la sua visione della politica e dell’amministrazione della cosa pubblica.

A parte il gioco del golf e le terme con il loro profumo solfureo, il resto è una incontenibile esaltazione di se stesso. C’è un’irrefrenabile autoconsiderazione che si tramuta in messaggi comunicativi di tipo compulsivo. Non basta indubbiamente bearsi allo specchio e ripetere fino alla noia: “specchio delle mie brame chi è il Sindaco più bravo del reame? Pensa invece di elargire un bel regalo ad amici e conoscenti: il regalo purtroppo è ripetitivo e contiene sempre la glorificazione di sé stesso.

Non che le capacità gli manchino: anzi ce ne sarebbero d’importanti solo se si decidesse a metterle al servizio di una giusta causa. E così nell’ultima esternazione se la prende con il Pd di Viareggio.  

Il post è addirittura accompagnato dall’immagine di un cimitero. Immagine di cattivo gusto e provocatoria: anche a questo, però, ci ha da tempo abituato il Signor Sindaco.

Certo si coglie il fastidio, incontenibile invero, per le posizioni che il Pd di Viareggio va assumendo: sulla piscina nuova con tanto di soldi sprecati e gettati alle ortiche; sul belvedere Puccini e sullo schiaffone al  patrimonio ambientale, alla storia e alla caratterizzazione data e storicamente definita a partire dall’arrivo delle  spoglie  del musicista; su via Mazzini; sullo stadio piccolo picciò come  un campetto-scuola; sulla via del Mare; sulla ciclovia alla Lecciona; sui pini rasi al suolo al primo accenno d’influenza; sul Piazzone delle meraviglie; con proposte relative ai numerosi problemi sociali e abitativi etc.  La lista potrebbe ampliarsi e sicuramente si amplierà ancora.

Perché questo livore contro il Pd e le sue attuali posizioni? In effetti a Del Ghingaro serviva un Pd ai suoi ordini, fedele esecutore dei suoi desiderata. Ma questo Pd, dopo aver subito molte imposizioni e mangiato tanti bocconi amari, alla fine non se l’è sentita più di fare da zerbino al voler possente di padron Sindaco e dopo l’incauto e spettacolare licenziamento d’autorità della sua figura di punta in Amministrazione- la Vice Sindaca Maineri- ha finalmente preso le distanze.

Il Pd viareggino, pure tra mille problemi, compreso quello di una difficile e delicata fase congressuale, sta cercando di ricostruire un profilo valoriate e di rapporto con la città, con le città che il Sindaco non vede e non vuol vedere e che probabilmente non sa nemmeno dove siano e che forma abbiano, con strati sociali che per lui assomigliano agli alieni di Spielberg ma che sono il tessuto prevalente di Viareggio.

La durezza della polemica nei confronti del Pd è dovuta in larga misura all’isolamento politico di questa amministrazione: sia a destra che a sinistra. Gli unici che continuano a sostenerlo sono le decurie Renziane di Miracolo, Forza Italia che con in testa il Sen. Mallegni ha lanciato diversi endorsement e alcuni gruppi che tentano di resuscitare un civismo che di civico ha davvero ben poco.

E l’uomo frigge, visti i tempi incalzanti che inesorabilmente lo avvicinano alla scadenza del mandato. E l’assillo vero, al di là di quello che tenta di nascondere con i suoi raccontini fiabeschi, il vero rovello, il cruccio tormentoso è proprio quello di riuscire a trovare sbocchi percorribili dal punto di vista politico.  

Il Pd di Viareggio- ma di più quello regionale e versiliese- certo ha commesso parecchi errori: il più grosso, quello che ha portato alla decapitazione d’autorità di un intero gruppo dirigente locale e al suo commissariamento, è stato senza dubbio pensare possibile e praticabile ‘de condiziona’ Er più,  er bullo de l’Ostaria’. Si sono illusi di poter essere considerati alleati e corresponsabili delle politiche amministrative- con le buone maniere, con gli argomenti, con l’educazione e la politica- da parte di colui che si crede il padron del buccellaio.

Il Sindaco Del Ghingaro, tra incarichi vari, raffiche di post, progetti e lavori vari riuscirà forse a fare delle cose per dimostrare che il suo racconto è produttivo ma farà, così, ulteriori danni ad una città che avrebbe bisogno invece, oggi come non mai nel passato, di riscoprire una sua prospettiva e un suo sviluppo. Sviluppo equilibrato e armonico, con priorità ben delineate e sulle quali puntare: riqualificazione e valorizzazione ambientale, utilizzo e investimento sulle strutture esistenti molte delle quali abbandonate all’incuria e al deperimento e, soprattutto, sulla democrazia, partecipazione, coinvolgimento , sui giovani e sulle donne, sulle innovazioni, sulla riqualificazione dei tessuti cittadini , sulla qualificazione delle periferie, sul sostegno alle fasce sociali più deboli e impoveritesi in questi ultimi anni, sul dialogo e sulla ripresa della concertazione con tutti i corpi intermedi… Tutto ciò, però, è alternativo alla visione del nostro iracondo cavaliere.

Comunque il Nostro si metta l’animo in pace: dovrà vedersela con questo Pd viareggino, con una montante insoddisfazione e con forze e soggetti politici, economici, sociali e associativi che non rinunciano a guardare oltre questi 7 anni di quacquerismo civico, di impuntature, di un programma che sta a Viareggio come un granello di sabbia sta a un oceano e a costruire una credibile, forte e unitaria alternativa all’Amministrazione dei cacicchi locali.

INNO DI GARIBALDI: “SI SCOPRON LE TOMBE, SI LEVANO I MORTI; I MARTIRI NOSTRI SON TUTTI RISORTI…..

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