«Abbiamo deciso di accettare l’invito rivolto da Seravezza Progressista: porteremo il nostro contributo alla stesura del programma elettorale della lista che si candida a rappresentare l’alternativa all’attuale amministrazione guidata da Lorenzo Alessandrini». A dichiararlo è Rosario Brillante, fondatore e coordinatore del Comitato civico Cipit, che proprio a Seravezza ha la propria sede versiliese nello storico edificio del Sindacato del Marmo.
«Riteniamo – prosegue Brillante – che la vicenda degli Usi Civici, del Monte Altissimo e la visione arretrata, ottocentesca e ormai del tutto inadeguata rispetto alla realtà del settore lapideo, di cui il sindaco si è fatto interprete, abbiano segnato uno spartiacque ormai invalicabile.»
Il contributo che Cipit intende offrire è stato illustrato nel corso della presentazione della candidatura di Riccardo Biagi. «Il nostro apporto si svilupperà lungo tre direttrici fondamentali. La prima riguarda la promozione di un nuovo stile di governo, fondato sulla partecipazione e sul coinvolgimento diretto dei cittadini, nella convinzione che sia necessario trasferire realmente alla comunità una parte significativa dei poteri oggi concentrati nella figura del sindaco.
La seconda concerne il modello economico del territorio e le sue profonde distorsioni. Da troppo tempo si alimenta una contrapposizione artificiosa tra tutela del lavoro e salvaguardia dell’ambiente, utile soltanto a nascondere la vera questione: la continua sottrazione di risorse al territorio e il progressivo prevalere dell’esportazione di blocchi grezzi rispetto alla lavorazione locale del marmo. È nella trasformazione del materiale, e non nella semplice attività estrattiva, che si creano o si perdono posti di lavoro, valore aggiunto e opportunità di sviluppo.
La terza direttrice riguarda la visione del territorio. Il Piano Strutturale approvato dall’attuale maggioranza ha soddisfatto interessi particolari, ma non ha affrontato le criticità che interessano Seravezza né ha saputo preparare il Comune alle profonde trasformazioni urbane, sociali e ambientali che i cambiamenti climatici renderanno inevitabili. Il progetto previsto per l’area dell’ex Olimpia di Querceta rappresenta, da questo punto di vista, una prova evidente: invece di perseguire una ricucitura urbana e ambientale di qualità tra le diverse frazioni, l’amministrazione continua a privilegiare il consumo di suolo e una logica di sfruttamento del territorio.»
SERAVEZZA , 12 LUGLIO 2026
Cipit – Rosario Brillante
