Ero da poco maggiorenne in quella lontana estate del 1980. Invece Angela Fresu aveva solo tre anni. Antonio Montanari che era il più anziano ne aveva invece 86. E poi Sonia Burri 7 anni, Manuela Gallon 11anni. Giuseppe Patruno e Flavia Casadei ne avevano 18 di anni, come me. E quindi ne avrebbero avuti 63 di anni, in questa calda estate del 2025. Chissà come sarebbe stata la loro vita, probabilmente non si sarebbero mai incontrati. O forse magari si. Sarebbero stati grandi amici, avrebbero forse lavorato nella stessa azienda o addirittura si sarebbero sposati, avrebbero avuto dei figli insieme. Forse oggi avrebbero dei nipoti da portare al mare, da accompagnare a giocare in un parco con altri bambini.

Ed invece forse non si sono mai conosciuti tra loro. Chissà se almeno i loro sguardi si incrociarono, nella stazione di Bologna, in quella mattina del 2 agosto 1980. Angela, Antonio, Sonia, Giuseppe e Flavia, il 2 agosto del 1980, si ritrovarono appunto, per i casi imprescindibili della vita, nella stazione di Bologna. Qualcuno partiva per le vacanze, c’era chi aspettava un amico o una fidanzata. Una famiglia si trovava lì in attesa di un treno per raggiungere i parenti al Sud, dopo che la loro auto si era guastata sull’autostrada.
Alle 10.25, come continuò e continua a segnare l’orologio danneggiato dallo scoppio, una esplosione, pose fine alle loro vite. 85 furono le vittime, oltre 200 i feriti, nella stazione di Bologna, sventrata da una bomba. Una lapide collocata nella parte ricostruita della stazione, riporta tutti i nomi degli 85 deceduti, con la scritta ” vittime del terrorismo fascista”.
Sono ormai trascorsi 45 anni, da quell’orribile strage, che spezzo’ la vita di bambine, ragazze, uomini e donne, colpevoli solo di trovarsi nella stazione in quel momento, in quel fatidico orario, le 10.25.
Era come un Paese in guerra, l’Italia di allora. Forse ce lo siamo dimenticato e le nuove generazioni non lo sanno, perché nessuno lo ha mai loro raccontato. Poche settimane prima c’era stata Ustica, l’aereo esploso e finito in fondo al mare, con tutti i suoi 81 passeggeri ed equipaggio. Anche quel volo era partito da Bologna. E negli anni precedenti quante stragi, attentati, omicidi. Da Piazza Fontana , a Piazza della Loggia a Brescia, all’ Italicus. Al rapimento ed uccisione di Aldo Moro, per cambiare la storia d’Italia.
Quanto sangue versato, quanti lutti, nelle strade e nelle piazze di questo Paese. Di alcune di queste stragi conosciamo i nomi degli esecutori. Nella gran parte dei casi i mandanti sono rimasti oscuri. Così come le protezioni di cui avevano goduto da parte di settori deviati dello Stato. Forse abbiamo sbagliato a fare cadere troppo l’oblio su una figura come Licio Gelli, personaggio al centro di tante trame oscure( per fortuna scomparso), come finanziatore di chi materialmente provocò la strage di Bologna.
Soprattutto in tempi come questi dove sovente dalle parti della maggioranza di governo si tende a riproporre leggi e proposte che ricalcano il programma eversivo della loggia P2. Volevano provocare il caos, colpire la democrazia, ridurre le libertà. Furono sconfitti nel loro disegno criminale ed eversivo, dalla risposta del popolo italiano, dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali, dei partiti democratici. Anche questo va ricordato.
Dopo decenni di depistaggi la Cassazione ha confermato la matrice fascista della strage, condannato gli esecutori, fatto uno squarcio di luce sui mandanti e su chi li proteggeva, spesso allora ai vertici dello Stato. Ma ancora troppe sono le pagine oscure della storia italiana. Troppe le risposte che mancano e le verità negate. È tempo di sapere, perché si sia combattuta una guerra per bloccare il cambiamento in questo Paese, e soprattutto di conoscere mandanti e responsabili di una lunga stagione di morte e violenza.

Lo dobbiamo a quelle 85 vittime, che ci continuano a guardare da questo manifesto. Ci ricordano chi erano, i loro nomi e cognomi, i loro volti, i loro sogni che furono cancellati.
Sono passati 45 lunghi anni, da quel 2 agosto 1980. Dalle ore 10.25 di quel giorno. Tanto tempo. È cambiato tutto attorno a noi. Non siamo più quelli di allora, pieni di speranza, di voglia di cambiare il mondo. Ma continuo a ricordare quel 2 agosto. Perché spero che mai più si ripetano simili orribili stragi. E perché credo sia giusto, continuare a portare nel mio cuore, nella mia mente, la piccola Angela, e poi Antonio, Sonia, Manuela, Giuseppe, Flavia e tutti gli altri. Tutte quelle 85 vittime innocenti dilaniate dall’esplosione.
Per tutti loro dobbiamo non dimenticare.
E come ogni anno, il 2 agosto, essere idealmente a Bologna, dalla parte giusta della storia, con coloro che per tenere viva la memoria di quel vile attentato ed il ricordo delle vittime, come sempre sfileranno per le strade della città.
Alessandro Cerrai

Alessandro Cerrai nato a Viareggio il 17-03-62 e residente a Viareggio.
