E’ trascorso un mese esatto, i tempi massimi previsti per la procedura, da quanto CIPIT – Seravezza ha rivolto all’Assessore Silicani la richiesta di rendere noti i dati relativi all’estrazione del marmo, al rispetto della percentuale del 50% del materiale trasportato a valle da lavorare in zona e i dati occupazionali del settore. Il Comune ha però respinto la richiesta. “Avevamo chiesto i dati, noi ma anche altre associazioni, a seguito di alcune informazioni rese sui social da parte dell’Assessore alla cave, all’ambiente e alla riconversione ecologica che rassicurava di avere tutta la situazione in piena trasparenza sotto controllo” – precisa Brillante del Cipit, che prosegue – . “ Tuttavia è risultato che in Comune non hanno dati occupazionali e intanto prendiamo atto di questo. Però allo stesso tempo la nostra richiesta dati è stata respinta in quanto non si tratta di dati ambientali.
Ma il Comune in questo si sbaglia.” L’ufficio cave del Comune infatti aveva informato CIPIT che “le informazioni, nel loro complesso, non rientrano nell’ambito oggettivo di applicazione del D.lgs. 195/2005”. Il quale ha riformulato la richiesta confermando il proprio convincimento che questi dati sono attinenti al concetto di informazione ambientale.
“Infatti – secondo Brillante – lo sfruttamento della matrice suolo, è senza equivoco citato dalla legge. E’ il Comune autorizzando le varie attività estrattive per lo sfruttamento economico previa asportazione dal suolo di una risorsa ambientale limitata e non rinnovabile come il marmo e il materiale lapideo non può sottrarsi all’obbligo di rendere pubblici i dati”. Sempre che li abbia e che provengano da fonti attendibili, ironizza il Presidente del CIPIT. “
Analogo ragionamento riguarda l’obbligo contratto dalle imprese in sede di autorizzazione di lavorare in zona almeno il 50% del materiale estratto dal suolo e portato a valle. Questa del resto è stata concepita come una sorta di compensazione, se attuata, del consumo del territorio e dunque fattore connesso all’informazione ambientale” – conclude – “ Noi riteniamo, che oltre al rispetto dei diritti di informazione da parte di chiunque abbia interesse a sapere come stanno realmente le cose numeri alla mano, che un amministratore pubblico quanto esterna certezza, e dunque contribuisce alla formazione di opinioni tra i cittadini, deve essere in grado di provare che non parla a vanvera. È una questione di autotutela, affidabilità e correttezza”.

C.I.P.I.T.
Rosario Brillante -Comitato Indipendente per la Trasparenza, l’Informazione e la Partecipazione

Niclo Vitelli( 1954) è stato Segretario della Federazione del Pci della Versilia,
Consigliere Comunale e Assessore a Viareggio, Presidente del Festival Pucciniano
negli anni Ottanta e ha fatto parte successivamente del Consiglio di Indirizzo della
Fondazione Festival Puccini di Torre del Lago, Capogruppo del Pci al Comune di
Seravezza e Consigliere dell’Associazione Intercomunale Versilia, Dirigente alle
Relazioni Industriali al Cantiere Navale Sec di Viareggio, responsabile del CTL di
Legacoop nella Provincia di Lucca, responsabile di Lega Pesca Toscana, responsabile
delle politiche concertative di Legacoop Toscana fino al Luglio 2019 e attualmente
ricopre l’incarico di Presidente del Comitato dei Garanti nazionale di Legacoop. Nel
1995 con Pezzini Editore ha pubblicato il Libro ‘C’eravamo tanto amati’, nel Luglio
del 2016 con Edizioni Clichy-Firenze Leonardo Edizioni ha pubblicato il libro ‘Un
bel dì vedremo-Il Festival di Giacomo Puccini. Cronaca di un’incompiuta’ e
nell’aprile 2021 con Cinquesensi Editore ha pubblicato il libro ‘Hop Frog Futuro
anteriore’. Vive a Piano di Conca nel Comune di Massarosa.
